News

rosacea couperose
18
Mag

La rosacea – che cos’è e quali sono le cause

 

La rosacea (in francese couperose) è una malattia dermatologica multifasica, caratterizzata da infiammazione cronica del microcircolo cutaneo superficiale, che rende la pelle più sensibile e reattiva, anche nei confronti di normali situazioni di stress (es. caldo, freddo, ecc.) ed emozionale.

In passato la rosacea veniva anche chiamata acne rosacea, per la somiglianza clinica di alcune fasi della malattia con l’acne. In realtà, acne e rosacea costituiscono due patologie estremamente diverse, sia per le cause, che per i rimedi terapeutici.

Mentre la patologia acneica origina nell’unità pilosebacea, la rosacea origina invece nel microcircolo cutaneo superficiale. Si tratta quindi di due patologie ben distinte e il termine acne rosacea, utilizzato molto in passato, non andrebbe più utilizzato. Se il paziente affetto da acne rosacea presenta anche una dermatite seborroica, si parla di dermatosi mista del viso. In questi casi, alcuni dei rimedi impiegati per il trattamento della dermatite seborroica (es. applicazione di corticosteroidi topici per brevi periodi, esposizione graduale al sole, ecc.) possono invece peggiorare vistosamente la rosacea.

Il paziente affetto da rosacea dovrebbe quindi evitare l’impiego di creme cortisoniche e l’esposizione al sole o ad altre sorgenti irradiative di UV, es. lampade abbronzanti. Le terapie dermatologiche attualmente disponibili, sia sistemiche (metronidazolo, tetracicline, ecc.) che topiche (es. metronidazolo, retinaldeide, acido azelaico, brimonidina, ecc.), consentono di controllare le diverse fasi della malattia e di migliorare l’inestetismo, ma non di cancella re definitivamente la malattia, che come è ben noto ha decorso cronico. È importante evitare l’applicazione di creme di tipo cortisonico o a base alcoolica, che quasi sempre peggiorano il decorso.

La prerosacea è una fase precoce, caratterizzata solo da flushing, senza teleangectasie o pustole. La rosacea si localizza essenzialmente nelle regioni centrali del viso (es. guance, naso, mento, ecc.) w talora al distretto oculare (rosacea oculare di Arlt). Questa patologia è anche denominata “maledizione dei Celti”, in quanto è molto più visibile nei soggetti nordici con cute chiare.

La rosacea interessa entrambi i sessi, con lieve prevalenza nelle donne. Nei mesi estivi l’abbronzatura tende a uniformare il colore del viso e quindi a mascherare l’eritema, dando la falsa percezione di un miglioramento. L’esposizione al sole è sempre un fattore aggravante per la rosacea (malattia foto aggravata), anche se il peggioramento clinico si rende evidente nei mesi freddi, specie quando si passa da un ambiente ben riscaldato (es. casa, ufficio, scuola, ecc.) al vento o al freddo dell’ambiente esterno.

Una visita dermatologica molto accurata consente in genere di inquadrare la patologia sia sul piano diagnostico che terapeutico, senza dimenticare una prevenzione. Chi soffre di couperose dovrebbe utilizzare tutte le mattine, anche nei mesi freddi, una crema con fattore di protezione molto alto. Le moderne creme dermatologiche consentono una protezione adeguata, pur essendo quasi trasparenti. Nelle donne ad esempio una buona abitudine potrebbe essere sostituire la propria crema base per il trucco con una crema dermatologica vaso-protettrice a elevato fattore di protezione solare. Molte di queste creme si prestano benissimo al normale make up. Di sera invece si consiglia l’impiego di un farmaco o di un cosmetico adatto al singolo paziente, in base alle manifestazioni cliniche in atto.

Non vi sono rimedi che da soli sono in grado di eliminare una volta per tutte la rosacea, ma una terapia personalizzata al singolo paziente, consente solitamente di ridurne le manifestazioni cliniche e prevenire un peggioramento.

Le manifestazioni cliniche possono essere:

sottotipo 1 (rosacea eritematosa): eritema e teleangectasie visibili a livello delle regioni centrali del viso, specie dopo i pasti, negli sbalzi di temperatura e nelle situazioni di tensione emotiva. In questi momenti, il paziente tende a evitare i luoghi caldi (termofobia).

Il sottotipo 2 (rosacea edematosa): l’eritema non è più solo occasionale, ma persiste. L’edema (gonfiore) del viso, può dar luogo nelle situazioni più impegnative, all’edema persistente della malattia di Morbihn, descritta nel 1957 dal dermatologo francese Robert Degos.

Sottotipo 3 (rosacea papillopustolosa): in questa fase, papule miliari e pustole non follicolari, sono localizzate nelle regioni centrali del viso, su uno sfondo eritematoso. In alcuni casi si possono osservare blefarite e congiuntivite (rosacea oculare o oftalmica). La fase pustolosa della rosacea ha generato nei secoli un’enorme confusione tra acne volgare e rosacea.

Sottotipo 4 (fase ipertrofica): situazione fortunatamente rara, caratterizzata da fibrosi dermica e deformazione del naso (rinofima), delle palpebre (blefarofima), e delle orecchie (otofima).

Classificazione della rosacea

  1. 1)  Rosacea eritemato teleangectasica (con pelle sensibile, eritema, flushing e termofobia)
  2. 2)  Rosacea papulo pustolosa (con eritrosi, teleangectasie, papule e pustole)
  3. 3)  Rosacea fimatosa (con edema e ispessimento cutaneo mediati soprattuttoda fattori TGF-beta1)
  4. 4)  Rosacea oculare (può manifestarsi con blefarite, oculite e talvolta orzaiolo)
  5. 5)  Rosacea neuropatica (nella genesi dell’infiammazione neurogena sonocoinvolti numerosi neuropeptidi)